Viaggiare fa bene, perché?

«Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati»
«Dove andiamo?»
«Non lo so, ma dobbiamo andare». »

(Jack Kerouac, On the Road)

La pulsione che ci spinge ad intraprendere un viaggio spesso è irresistibile, sgorga dalla nostra natura più profonda e arcaica, simile a un desiderio che “consuma” e arricchisce allo stesso tempo, paragonabile a quello della felicità.

Uno degli stati d’animo che pervade la voglia di fare un viaggio è sicuramente l’irrequietezza, che ha tra le sue cause il bisogno di esplorare il non conosciuto, far spaziare lo sguardo oltre i propri confini, sognare ad occhi aperti, perdersi nell’immensa bellezza del mondo. Inoltre, Il bisogno di lasciarsi andare e il coraggio di lasciare le proprie sicurezze, uniti alla necessità di lasciare una quotidianità che soffoca, possono essere alla base della decisione di intraprendere un nuovo viaggio.

Perché siamo attratti e incuriositi da ciò che è lontano? Perché non ci si accontenta di conoscere il proprio mondo?”

Forse perché viaggiare permette di conoscere se stessi attraverso gli altri, e attraverso il “diverso” permette di scoprire alternative mai immaginate prima, di svincolarsi per un periodo (ahimè spesso troppo breve) dai rigidi schemi dei sistemi sociali, basati sulla fissità, sulla stazionarietà ed immutabilità dell’individuo (facendoci dimenticare spesso che l’identità umana è mutevole e molteplice).

Forse perché viaggiare permette di fare esperienza della tanto desiderata libertà: sperimentare una nuova immagine di sé, dove il brivido di mettersi in gioco in contesti sconosciuti attrae la nostra immaginazione e stimola la nostra curiosità.

Forse perché nel viaggio ritroviamo emozioni dimenticate: ha il potere di evocare emozioni positive, a volte riposte in angoli ben nascosti della nostra esperienza passata, e che grazie al viaggio riemergono con tutta la loro forza benefica.

Forse perché nel viaggio riscopriamo la nostra essenza profonda di “esploratori della vita”, una delle “forze” motivazionali principali nella nostra esistenza: esplorare è un processo di rinnovamento continuo, dove attraverso di esso si è pronti a ricostruire aspetti della propria “modalità di interpretazione della realtà” in base all’acquisizione di forme di pensiero nuove e alternative.

Insomma, viaggiare vuol dire aprirsi al nuovo, ricordarsi di essere in un mondo ricco e sfaccettato, dove la possibilità di spostarsi, interagire, scoprire fa fluire emozioni, impressioni, ricordi, aspettative in una miscela unica di energia e gioia di vivere: solo facendo quel viaggio, si capirà perché lo si doveva fare, e finalmente si darà voce ad una parte di sé che chiede di venir fuori.

                                                                                     Dottor Andrea De Simone

                                                                                     Psicologo-Psicoterapeuta